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| ROMA - Commento alla legge di ratifica della Convenzione di Budapest |
| Di Vari, Pubblicato il 12/5/2008 (4045 Letture) |
ROMA - Commento alla legge di ratifica della Convenzione di Budapest
E' stata ratificata, con legge approvata dal Senato in data 27.02.2008, la Convenzione di Budapest 23 novembre 2001 del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, il primo accordo internazionale riguardante i crimini commessi attraverso internet o altre reti informatiche, con l'obiettivo di realizzare una politica comune fra gli Stati membri, attraverso l'adozione di una legislazione appropriata, che consenta di combattere il crimine informatico in maniera coordinata.
Detta legge, che curiosamente non è ancora stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, introduce importanti modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale, al D. Lgs. 231/2001 (sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche) e al cd. Codice Privacy. Dopo un'appassionata ed elaborata analisi della normativa davanti alle Commissioni riunite di Giustizia e Senato, si è approdati in aula alla fine di febbraio con una serie di emendamenti al testo del disegno di legge del Governo. Va dato merito al Relatore del testo legislativo e agli altri componenti della Commissione Giustizia che hanno avuto l'accortezza, e se vogliamo l'umiltà, di rivolgersi ad un "gruppo di giovani studiosi" (vedansi le parole pronunciate nella Relazione di presentazione) per risolvere i problemi applicativi e interpretativi di alcune norme dello schema di disegno di legge (schema disegno di legge dell'11 maggio 2007) che presupponevano infatti una conoscenza approfondita dei metodi investigativi sulle cd digital evidence. In attesa della pubblicazione, ecco un primo analitico commento delle nuove norme: trattasi di 14 articoli, divisi in quattro capi.
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Detta legge, che curiosamente non è ancora stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, introduce importanti modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale, al D. Lgs. 231/2001 (sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche) e al cd. Codice Privacy. Dopo un'appassionata ed elaborata analisi della normativa davanti alle Commissioni riunite di Giustizia e Senato, si è approdati in aula alla fine di febbraio con una serie di emendamenti al testo del disegno di legge del Governo. Va dato merito al Relatore del testo legislativo e agli altri componenti della Commissione Giustizia che hanno avuto l'accortezza, e se vogliamo l'umiltà, di rivolgersi ad un "gruppo di giovani studiosi" (vedansi le parole pronunciate nella Relazione di presentazione) per risolvere i problemi applicativi e interpretativi di alcune norme dello schema di disegno di legge (schema disegno di legge dell'11 maggio 2007) che presupponevano infatti una conoscenza approfondita dei metodi investigativi sulle cd digital evidence. In attesa della pubblicazione, ecco un primo analitico commento delle nuove norme: trattasi di 14 articoli, divisi in quattro capi.
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