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Inviato da Ernesto Belisario il 12/3/2010 8:47:03 (34 letture)

Il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha emanato una Circolare sull’uso della PEC nelle amministrazioni pubbliche nella quale vengono chiarite le caratteristiche di questo strumento, strategico per le comunicazioni tra le pubbliche amministrazioni, i cittadini, le imprese e i professionisti.

La Circolare chiarisce come la PEC fornisca garanzie di qualità, tracciabilità e sicurezza, coniugando la semplicità d’uso della posta elettronica con le garanzie fondamentali che devono caratterizzare la comunicazione istituzionale.
La Circolare chiarisce che l’obbligo per le amministrazioni di dotarsi PEC è stabilito dal Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) e successivamente ribadito dal decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni, nella legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Con il decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 (“Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione”) al mancato rispetto di tale obbligo è stato associata la possibilità di sanzioni per i dirigenti inadempienti, ai quali non potrà essere riconosciuta la retribuzione di risultato. L’emanazione della Circolare si colloca nell’ampio quadro di interventi promossi dal Governo in materia di PEC che coinvolgono cittadini, imprese e professionisti: dall’obbligatorietà introdotta a fine 2009 per i professionisti e le imprese di dotarsi di PEC, all’intervento in atto sul fronte della fornitura gratuita di una casella di Posta Elettronica Certificata ai cittadini che ne faranno richiesta.

Quanto alla diffusione della PEC, i numeri indicano un incremento delle adesioni da parte dei soggetti interessati. A oggi il numero di PEC presenti nella Pubblica Amministrazione ammonta a circa 10.000. Significativa anche la diffusione tra i professionisti anche se rimangono evidenti difformità tra i diversi ordini professionali. Dopo le difficoltà della fase iniziale, i tassi di adesione registrati nelle ultime settimane testimoniano la progressiva diffusione dello strumento, con tasso medio di PEC richieste dai professionisti superiore al 60%.

Il testo della circolare è disponibile qui: http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/pdf/Circolare1-2010_ddi_pec.pdf


Inviato da Ernesto Belisario il 12/3/2010 8:14:25 (24 letture)

E' possibile partecipare, attraverso un forum di discussione dedicato, ad una consultazione pubblica telematica della durata di due mesi per coinvolgere i vari stakeholder al fine di proporre suggerimenti e indicazioni, che saranno utili per una revisione del documento.
Previste dalla Direttiva del 26 novembre 2009 n. 8 e rivolte a tutte le amministrazioni pubbliche, le Linee guida intendono avviare un processo verso il "miglioramento continuo" della qualità dei siti web pubblici.
Questi i temi fondamentali trattati: razionalizzazione dei contenuti on line e riduzione dei siti web pubblici, registrazione al dominio .gov.it, caratteristiche e componenti principali di un sito web pubblico, trattamento dei dati e della documentazione pubblica on line, copyright, partecipazione web 2.0 e principi base per misurare la qualità dei siti.

La versione preliminare delle linee guida può essere consultata a questo indirizzo: http://www.innovazione.gov.it/ministro/pdf/linee_guida_siti_web_PA.pdf
Il forum per la consultazione telematica è raggiungibile qui: http://www.innovazionepa.gov.it/forum/forum_topics.asp?FID=9

Fonte: Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione


Inviato da Ernesto Belisario il 12/3/2010 8:00:31 (39 letture)

Quest'anno, rinnovando un piacevole precedente che si teneva, fino a qualche anno fa, in quel di Bologna, il Circolo dei Giuristi Telematici ha inteso inaugurare un appuntamento che vuole porsi come punto d'incontro annuale per gli interessati all'ICT Law, chiamati a discutere delle innovazioni legislative, degli indirizzi giurisprudenziali e degli orientamenti dottrinari succedutisi nel corso dell'ultimo anno.

Inevitabile il riferimento alla P.E.C. che ha interessato i professionisti di tutta Italia ma che lascia al momento alcuni punti di incertezza e di pratica applicazione, soprattutto se rapportati a quell'altra tipologia di posta elettronca certificata destinata alle comunicazioni tra cittadini e pubbliche amministrazioni
Imminente il passaggio alle nuove disposizioni del C.A.D., il cui testo finale sembra in fase conclusiva.
Estremamente attuale l'ormai prossima operativita' delle nuove disposizioni del codice di procedura civile in tema di notificazioni e comunicazioni per via telematica.

Questo ed altro (copyright, responsabilità degli intermediari, amministrazione digitale) nel programma di lavoro predisposto per questo incontro che vedra', come al solito, alternarsi sul tavolo dei relatori alcuni dei piu' noti esperti della materia in campo civilistico, penalistico e pubblicistico.

Anche questa volta il corso e' stato riconosciuto dal COA di Roma con 4 crediti validi ai fini della formazione professionale obbligatoria degli avvocati.
La partecipazione e' gratuita fino al raggiungimento del numero massimo di posti disponibili e richiede preventiva iscrizione sul sito dell'iniziativa http://www.giuristitelematici.it/roma2010

Di seguito il programma della manifestazione:


Moderatore dei lavori:
Avv. DOMENICO CONDELLO
avvocato in Roma - componente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma - Componente del Comitato dei delegati alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense

Relatori:

Avv. Ernesto BELISARIO
avvocato del Foro di Potenza, Università della Basilicata
* La Posta Elettronica Certificata nella riforma del Codice dell'Amministrazione Digitale e del Codice di Procedura Civile

Avv. Carmelo GIURDANELLA
avvocato in Catania
Avv. Elio GUARNACCIA
avvocato in Catania
* La giustizia amministrativa e la PA digitale nell'anno 2009

Avv. Giorgio ROGNETTA
avvocato in Reggio Calabria
* La certificazione del difensore nel processo telematico

Avv. Guido SCORZA
avvocato in Roma
* La responsabilita' degli Intermediari della comunicazione: sorvegliare o non sorvegliare, questo e' il dilemma

Avv. Marco SCIALDONE
avvocato in Roma
* "Chi ha davvero bisogno di una copia privata?"

Avv. Luca de GRAZIA
avvocato in Frosinone
* D.Lgs n.231/2001 e D.Lgs. n.196/2003 sempre piu' connessi alla luce dei recenti interventi normativi

Avv. Giuseppe CAMPANELLI
avvocato in Roma
* Rapporto tra il "digital divide" e la percezione della il/legalita'.

Avv. Francesco Paolo MICOZZI
avvocato in Cagliari
* "Interpretazioni giurisprudenziali sull'inibitoria ex d.lgs. 70/2003: quali sviluppi per il futuro?"


Inviato da Ernesto Belisario il 12/3/2010 7:43:39 (25 letture)

Nella riunione del 23 febbraio 2010, il Comitato per le regole tecniche sui dati territoriali delle pubbliche amministrazioni ha espresso una prima approvazione sulle regole tecniche per la definizione delle specifiche di contenuto (Catalogo dei dati territoriali) dei database geotopografici e delle relative regole di interpretazione (Il modello GeoUML).

Tali documenti sono il risultato dell’attività di due gruppi:

- il gruppo di lavoro sui DB Geotopografici, appositamente costituito nell’ambito del stesso Comitato, a cui partecipano rappresentanti di: Agenzia del Territorio, Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, DigitPA, Dipartimento della Protezione Civile, Istituto Geografico Militare, Istituto Idrografico della Marina, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regioni (Veneto, Toscana, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Calabria, Umbria) Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, Università degli studi di Roma “Tor Vergata”.
- il gruppo SpatialDBGroup, incaricato nell’ambito del progetto di ricerca affidato dal CISIS al Dipartimento di elettronica ed informazione del Politecnico di Milano.

Come di consueto dette specifiche, unitamente allo schema del relativo provvedimento di adozione predisposto ai sensi dell’art. 59 del CAD, sono rese disponibili a tutti gli interessati, per raccogliere ulteriori proposte/suggerimenti. E’ quindi possibile inviare le proprie segnalazioni alla segreteria del Comitato, utilizzando l’apposito template da inviare entro venerdì 9 aprile 2010 al seguente indirizzo e-mail: scdt@digitpa.gov.it

Si precisa che non saranno in alcun modo prese in considerazione eventuali segnalazioni pervenute in forma anonima.

I documenti sono disponibili sul sito di DigitPA a questo indirizzo: http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attività/Sistemi_Informativi_Territoriali/Specifiche_tecniche/DB_Geotopografici/

Fonte: DigitPA


Inviato da Ernesto Belisario il 5/3/2010 7:59:59 (80 letture)

Il Gruppo dei Garanti europei (Gruppo "Articolo 29") e il Gruppo di lavoro "polizia e giustizia" (Working Party on Police and Justice), presieduto da Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità italiana, hanno messo a punto congiuntamente un documento per rispondere alla consultazione pubblica che la Commissione europea ha aperto lo scorso anno sul futuro della protezione dei dati. Il contributo è disponibile sul sito del Gruppo Articolo 29 (http://ec.europa.eu/justice_home/fsj/privacy/docs/wpdocs/2009/wp168_en.pdf).

Fonte: Garanteprivacy.it

Il punto di vista delle Autorità europee per la protezione dei dati è che l'impianto normativo di base assicurato dalla Direttiva del 1995 resta valido. E' tuttavia auspicabile che il legislatore europeo introduca alcune innovazioni e modifiche per rendere ancora più effettivo il diritto fondamentale alla protezione dei dati, ormai parte integrante del Trattato di Lisbona. Secondo le Autorità garanti è necessario che i diritti di cui godono gli interessati siano esercitabili in modo semplice ed efficace, facilitando l'accesso a rimedi di natura giudiziaria (ad esempio attraverso l'introduzione di "class action") e favorendo il ricorso a sistemi alternativi per la risoluzione delle controversie. I Garanti europei propongono anche l'introduzione dell'obbligo giuridico per chi tratta i dati di dimostrare di avere adottato tutte le misure previste dalla legge, trasformando la protezione dei dati in un elemento intrinseco e portante dell'organizzazione interna. Più in generale, i Garanti ritengono necessario che i principi alla base della Direttiva 95/46 e di tutte le direttive ad essa connesse (come la direttiva e-privacy, la n.2002/58) divengano parte integrante delle tecnologie secondo un approccio detto comunemente di "privacy by design".

Largo spazio viene dedicato nel documento alle attività di cooperazione fra le Autorità di protezione dati, con particolare riguardo alle "sfide" che attendono la protezione dati nell'area del cosiddetto "Terzo pilastro". In questi ultimi anni, la cooperazione in materia giudiziaria e di polizia ha visto un incredibile potenziamento degli strumenti giuridici e tecnici finalizzati a consentire scambi di dati ed intelligence sempre più pervasivi ed estesi, senza che a ciò si accompagnasse un ripensamento ed un'armonizzazione degli strumenti e delle norme a tutela della sfera privata dei cittadini. Su questo punto i Garanti Ue chiedono ai legislatori europei e nazionali di invertire la tendenza, sviluppando un quadro giuridico uniforme, come previsto del resto anche nel "programma di Stoccolma" presentato dal Consiglio europeo dello scorso dicembre, in modo da muoversi nell'ottica del Trattato di Lisbona.


Inviato da Ernesto Belisario il 5/3/2010 7:57:21 (79 letture)

Il Garante privacy ha autorizzato un consorzio di aziende che commercializza preziosi a utilizzare un sistema di sicurezza basato sulla rilevazione delle impronte digitali combinata con una tecnologia di riconoscimento a radiofrequenza (Rfid).

Fonte: Garanteprivacy.it

A sostegno della sua richiesta, il centro orafo aveva addotto motivi di sicurezza derivanti dall'enorme estensione della struttura e dalla sua collocazione in un'area industriale ad alto tasso di criminalità. Il progetto sottoposto a verifica preliminare del Garante, prevede per l'accesso alla struttura un sistema di doppie porte automatiche e l'utilizzo di una smart card, in esclusiva dotazione di dipendenti e fornitori, in cui è inserito un codice alfanumerico ricavato dall'impronta digitale.

In prossimità della prima porta, un sistema a radiofrequenza (Rfid) "legge" la smart card e verifica le credenziali d'accesso e il codice ricavato dall'impronta. Superata la prima porta, un lettore biometrico accerta la corrispondenza tra l'impronta di chi sta entrando e il codice registrato. I dati rilevati vengono
immediatamente cancellati.

L'Autorità ha ritenuto proporzionato e conforme alla disciplina privacy il sistema proposto, anche tenendo conto degli effettivi problemi di sicurezza del complesso orafo. Ha tuttavia prescritto all'azienda una serie di obblighi, tra i quali quello di non utilizzare il sistema per finalità diverse (come ad esempio il controllo dell'orario di lavoro) e di fornire agli interessati un'informativa in cui vengano chiarite le modalità alternative di accesso al centro per chi non possa o non intenda usufruire del sistema biometrico. Dovranno essere inoltre predisposte misure idonee per inibire tempestivamente l'uso delle smart card in caso si smarrimento o furto.

Il provvedimento di autorizzazione del Garante è consultabile qui: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1689698


Inviato da Ernesto Belisario il 5/3/2010 7:52:46 (70 letture)

Gestori telefonici e internet provider di nuovo sotto la lente del Garante privacy. L’Autorità ha vietato a tre società che operano nel settore della telefonia e Internet l’uso di dati trattati in modo illecito e ne ha ordinato la cancellazione. Tempi di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico superiori al consentito e conservazione di informazioni sui siti visitati dagli utenti alcune delle gravi violazioni emerse nel corso degli accertamenti ispettivi effettuati dall’Autorità.

Fonte:Garanteprivacy.it

I dati di traffico telefonico (numero chiamato, data, ora, durata della chiamata, localizzazione del chiamante in caso di cellulare ecc.) e Internet (indirizzi e-mail contattati, data, ora, durata degli accessi alla rete ecc.) non riguardano il contenuto della comunicazione, ma sono comunque particolarmente delicati poiché consentono di ricostruire tutte le relazioni di una persona e le sue abitudini.

Le società dovranno innanzitutto cancellare i dati di traffico telefonico e telematico conservati oltre i tempi previsti dalla normativa italiana per finalità di accertamento e repressione dei reati (ventiquattro mesi per i dati di traffico telefonico; dodici mesi per i dati telematici). In un caso, i dati di traffico telefonico risalivano addirittura a marzo 1999 e quelli di traffico telematico a giugno 2007. Da cancellare anche tutte le informazioni in grado di rivelare gusti, opinioni, tendenze degli utenti che non avrebbero mai dovuto essere archiviate nei data base (ad esempio, l’oggetto dei messaggi di posta elettronica inviati e ricevuti; i dati personali relativi alla navigazione in Internet, anche quando rappresentati dal solo indirizzo Ip di destinazione). Ad una società è stato prescritto di innalzare i livelli di sicurezza dei flussi informativi con l’autorità giudiziaria e di garantire in modo più adeguato la riservatezza delle informazioni: al posto del fax dovranno essere adottati sistemi di comunicazione sviluppati con protocolli di rete sicuri e strumenti di cifratura basati su firma digitale. Gli accertamenti disposti dal Garante rientrano nell’ambito di un’azione comune deliberata dalle Autorità di protezione dei dati europee riunite nel Gruppo di lavoro art. 29 e sono volti a verificare l’osservanza, da parte dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica, degli obblighi fissati dalla normativa nazionale in materia di conservazione dei dati di traffico. I fornitori sono stati individuati sulla base di diversi criteri (quota di mercato, tipologia dei servizi forniti, dimensione nazionale o internazionale)

I provvedimenti sono disponibili ai seguenti link:
- http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1695393
- http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1695368
- http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1683093


Inviato da Ospite non registrato il 5/3/2010 7:48:57 (90 letture)

Il Consiglio Nazionale Forense (C.N.F.) ha accreditato per complessivi 24 crediti formativi (si tratta di 6 moduli da 4 crediti ciascuno) il corso di informatica giuridica che si terrà a Foggia, Roma e Milano nei mesi di marzo, aprile e maggio.

Il corso ha per oggetto i rapporti tra l’informatica e il diritto sia sotto il profilo delle applicazioni al diritto (informatica giuridica in senso stretto) sia sotto il profilo delle nuove tecnologie applicate ad esso (diritto dell’informatica). Il corso avrà un approccio prevalentemente pratico, più che focalizzato sugli aspetti teorici.

E’ rivolto a Avvocati, Laureati in: Giurisprudenza, Economia, Informatica, Scienze dell’Informazione e Tecnologie Informatiche e coloro che hanno interesse all’argomento.
Per quanto attiene l’approccio metodologico, il corso di informatica giuridica sarà proposto nella forma di seminari in loco, secondo il programma illustrato, e si articolerà in sei (6) incontri, di 4 ore ognuno, proponendo un modulo per ciascuna sessione.
Per gli eventi formativi i relatori utilizzeranno l’approccio metodologico teorico-pratico, proponendo gli argomenti con le seguenti modalità: lezione tradizionale, illustrazione delle tematiche a mezzo slides, video o screencast delle procedure informatiche eseguite su PC.

Chi parteciperà al corso avrà la possibilità di acquisire le nozioni giuridiche e tecniche per migliorare il livello di formazione professionale sulle tematiche oggetto del corso.
Relatori: Avv. Nicola Fabiano, Avv. Stefano Bendandi e Avv. Luca D'Apollo.
Sono previsti interventi di altri professionisti nelle singole sedi.

Supportano il corso:
come media partner: Guida al Diritto de "IlSole24Ore"
con il patrocinio morale: Microsoft, Lextel, Istituto Italiano Privacy, AIPSI, Civile.it, Noemalab.org, Diritto e Processo, Council of The Internet of Things, Accademia delle nuove tecnologie.

Per iscrizioni ed ulteriori informazioni si rimanda al sito di KnowK s.r.l.: http://www.knowk.it/index.php/article/articleview/431/1/119/


Inviato da Fabrizio Sigillò il 26/2/2010 0:01:00 (313 letture)

E' al momento disponibile unicamente un commento telegrafico alla decisione assunta dalla Suprema Corte di Cassazione in ordine al controllo (da parte del datore di lavoro) sui dipendenti.

Cassazione sent. 4375/2010

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Inviato da Fabrizio Sigillò il 24/2/2010 7:55:30 (217 letture)

Nuovo contributo dell'avv. Giorgio Rognetta sul rapporto tra P.E.C. e firme elettroniche.

La PEC come firma elettronica nella gestione dei flussi documentali (18.2.2010)

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Inviato da Fabrizio Sigillò il 23/2/2010 8:20:38 (152 letture)

Il CSIG di Bari si fa promotore dell'organizzazione del master INTERNET e DIRITTI che si terrà in Bari nel periodo compreso tra il 6 marzo e l'8 giugno 2010.

L'iniziativa è stata patrocinata anche dal Circolo dei Giuristi Telematici

Nell'articolo maggiori informazioni

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Inviato da Ospite non registrato il 23/2/2010 7:42:20 (145 letture)

A norma di statuto, si comunica che è convocata, per giorno 26 marzo 2010 in Roma presso la Sala auditorium "Riccardo Scocozza" alla via E.Q. Visconti nr. 8 l'assemblea ordinaria dell'associazione "Circolo dei Giuristi Telematici".

I soci sono convocati, in prima seduta per le ore 8,00 ed in seconda battuta per le ore 10,30.

Gli iscritti all'associazione riceveranno separata comunicazione contenente elenco dell'ordine del giorno, con allegata documentazione oggetto di discussione ed approvazione.

La copia dei bilanci e dello stato patrimoniale dell'associazione, nonchè della relazione del Presidente verrà a breve pubblicata nella sezione di questo sito con accesso riservato ai soci.


Inviato da Fabrizio Sigillò il 23/2/2010 7:37:06 (112 letture)

(Disegno di legge A.S. n. 1999 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, recante interventi urgenti in materia di funzionalita' del sistema giudiziario) in via definitiva nella seduta del 14 febbraio 2010, in corso di pubblicazione sulla g.u.

Si ringrazia l'avv. Nicola Fabiano

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Inviato da Ospite non registrato il 22/2/2010 13:24:31 (182 letture)

Prime riflessioni dell'avv. Giorgio Rognetta (socio del CGT) sulle modifiche al c.p.c. (in fase di pubblicazione su G.U.) in tema di notifiche degli atti e delle comunicazioni.

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Inviato da Fabrizio Sigillò il 19/2/2010 0:01:00 (162 letture)

Le modalità di notificazione in ambito penale costituiscono oggetto della decisione della Suprema Corte di Cassazione.

La prescrizione per l’opposizione alla custodia cautelare comincia a decorrere dalla notifica rituale e non dall’invio del fax o della comunicazione telefonica al difensore.

Cassazione penale , sez. V, sentenza 18.01.2010 n° 2105

fonte: Altalex con nota di Manuela RINALDI

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Inviato da Fabrizio Sigillò il 19/2/2010 0:01:00 (142 letture)

Il testo dello schema di decreto legislativo recante modifiche al C.A.D. ai sensi dell'art. 33 L. 18 GIUGNO 2009, N. 69.


segnalato da: Avv. Patrizio Galeotti

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Inviato da Ospite non registrato il 19/2/2010 0:01:00 (186 letture)

Il testo della relazione esplicativa dello schema di decreto di modifica del c.a.d.

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Inviato da Ospite non registrato il 17/2/2010 15:39:42 (162 letture)

Il testo della relazione sull'indagine conoscitiva sull'informatizzazione nelle pubbliche amministrazioni, deliberata il 31 luglio 2008, della I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati.

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Inviato da Ernesto Belisario il 12/2/2010 8:31:22 (199 letture)

Dal 1° marzo 2010 ogni cittadino potrà consultare gratuitamente tutte le leggi vigenti, attraverso una banca dati pubblica e gratuita. La banca dati, realizzata in collaborazione con l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., è stata chiamata Normattiva.

Si tratta dell'attuazione del progetto, previsto dall'art. 107 della legge 388/2000, che permetterà di consultare gratuitamente tutte le leggi vigenti in Italia attraverso un sito internet.

In vista dell'entrata in funzione di "Normattiva", il Governo aveva già abrogato oltre 29 mila leggi ormai obsolete prima ancora del 2009 (tutte le norme primarie del Regno d’Italia, i Regi decreti, i Decreti-legge luogoteneziali, i Decreti legislativi luogoteneziali e i Decreti legislativi del Capo provvisorio dello Stato).

La riduzione del numero delle leggi eviterà di dover procedere alla marcatura e all’inserimento nella banca Normattiva di tutti gli atti corrispondenti, con cospicui risparmi di spesa, considerando che il costo dell’inserimento e della marcatura di un atto legislativo nella banca dati pubblica viene stimato in circa 200 euro.

Dall'inizio del mese di febbraio il portale http://normattiva.it è on line, sia pure in versione beta e con la possibilità di effettuare ricerche solo per un numero limitato di utenti.

In molti hanno salutato con entusiasmo l'iniziativa, anche se non mancano coloro che hanno espresso perplessità in merito alle concrete modalità di attuazione di questo ambizioso progetto.


Inviato da Ernesto Belisario il 12/2/2010 8:04:50 (134 letture)

La Commissione europea ha lanciato nei giorni scorsi una consultazione pubblica sul futuro accordo tra Ue e Usa sulla protezione dei dati personali e lo scambio di informazioni a fini di collaborazione giudiziaria e di polizia. Nel nuovo quadro del Programma di Stoccolma sulla giustizia, libertà e sicurezza approvato nell'ultimo Consiglio europeo di dicembre, la Commissione intende raccogliere indicazioni utili alla definizione dei contenuti che saranno oggetto del futuro negoziato con gli Stati uniti su un nuovo accordo in materia di privacy e sicurezza. La consultazione sarà aperta sino al 12 marzo prossimo, e il documento relativo è disponibile all'indirizzo http://ec.europa.eu/yourvoice/consultations/index_en.htm.

Fonte: Garanteprivacy.it


Inviato da Ernesto Belisario il 12/2/2010 7:56:31 (144 letture)

L'Inps potrà ricevere dall'Inpdap le informazioni sulle amministrazioni a cui inviare i certificati medici dei dipendenti pubblici. Il Garante ha infatti dato il via libera allo scambio di dati tra i due enti che avevano comunicato all'Autorità la necessità di realizzare tale flusso informativo.

Fonte: Garanteprivacy.it

In base alla “riforma Brunetta” del pubblico impiego in tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica deve essere inviata per via telematica, direttamente dal medico che la rilascia, all'Inps e da questo immediatamente inoltrata all'ente dove il dipendente lavora. Per poter eseguire questi invii l'Inps deve acquisire presso l'Inpdap gli estremi identificativi delle amministrazioni dove prestano servizio gli impiegati. Perché una tale comunicazione di dati tra enti sia possibile, è però necessario che essa sia prevista da una norma di legge o di regolamento oppure sia indispensabile per assicurare lo svolgimento delle funzioni istituzionali dei soggetti pubblici interessati. Mancando la previsione normativa, l'Inps ha dunque rappresentato al Garante la necessità di accedere ai dati dell'Inpdap per poter svolgere i propri compiti istituzionali in materia di controlli sulle assenze.

L'Autorità ha riconosciuto, pur in assenza di un'espressa norma di legge e di regolamento, le esigenze dell'Inps e ha stabilito che l'ente, per le proprie funzioni istituzionali, possa acquisire dall'Inpdap i dati delle amministrazioni dove prestano servizio i dipendenti pubblici. Ha comunque prescritto ai due enti di assicurare l'accesso selettivo alle sole informazioni essenziali e di individuare strumenti e misure organizzative per garantire la protezione dei dati, in particolare con il tracciamento delle operazioni compiute dal personale incaricato. Inps e Inpdap dovranno poi stipulare una convenzione atta a circoscrivere le finalità per le quali viene consentito questo esclusivo trattamento dei dati, definendo rigorose procedure per l'autenticazione e le autorizzazioni degli utenti deputati alla consultazione dei dati. L'Inps non dovrà in ogni caso creare banche dati autonome con le informazioni ricevute dall'Inpdap. In conformità alle norme in materia, infine, ha ricordato l'Autorità, i certificati medici trasmessi dall'Inps alle amministrazioni non dovranno contenere l'indicazione della diagnosi.

Questo il link al testo del provvedimento:
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1693889


Inviato da Ernesto Belisario il 12/2/2010 7:52:31 (170 letture)

Banche, carte di credito, fascicolo sanitario elettronico, vendita di banche dati per finalità di marketing, sistema informativo del fisco, enti previdenziali. E' su questi delicati settori e sulle modalità con le quali vengono trattati i dati personali di milioni di cittadini italiani che si concentrerà l'attività di accertamento del Garante per la privacy nei primi sei mesi dell'anno. Il piano ispettivo appena varato prevede specifici controlli, sia nel settore pubblico che in quello privato, anche riguardo all'adozione delle misure di sicurezza, alla durata di conservazione dei dati, all'informativa da fornire ai cittadini, al consenso da richiedere nei casi previsti dalla legge. Oltre 250 gli accertamenti ispettivi programmati che verranno effettuati anche in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza - Nucleo Privacy. A questi accertamenti si affiancheranno quelli che si renderanno necessari in ordine a segnalazioni e reclami presentati.

Un primo bilancio sull'attività ispettiva relativa al 2009 svolta, come di consueto, in collaborazione con il Nucleo Privacy della Guardia di Finanza, mostra il significativo lavoro di controllo svolto dall'Autorità: sono state circa 500 le ispezioni effettuate e 368 i procedimenti sanzionatori avviati. Sono state riscosse somme per circa 1 milione e 600 mila euro, di cui oltre 62.000 relativi alla mancata adozione di misure di sicurezza da parte di aziende e pubbliche amministrazioni.

Sul fronte sanzioni va ricordato che nel 2009 sono state applicate le nuove sanzioni introdotte dal decreto “mille proroghe” del dicembre 2008. L'Autorità ha contestato per la prima volta - a una società che commercializza dati per finalità di marketing - la sanzione, che va da 50.000 a 300.000 euro, prevista nei casi in cui si riscontrino più violazioni commesse in relazione a banche dati di particolare rilevanza o dimensione.

43, infine, sono state nel 2009 le segnalazioni all'autorità giudiziaria che hanno riguardato, tra l'altro, casi di mancata di adozione delle misure di sicurezza, trattamento illecito dei dati, falsità nelle dichiarazioni e nelle notificazioni, il mancato adempimento ai provvedimenti del Garante.

Fonte:
Garanteprivacy.it


Inviato da Ospite non registrato il 9/2/2010 19:15:35 (389 letture)

All'esito della pronunzia della Suprema Corte sul sequestro del sito Piratebay, il Tribunale di Bergamo si trova a decidere quale giudice del rinvio.

Tribunale di Bergamo - ord. 6/2/2010

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Inviato da Ospite non registrato il 5/2/2010 0:01:00 (150 letture)

La riproduzione e citazione di articoli giornalistici

di Alessandro Monteleone

Sommario: 1. Normativa rilevante - 2. In generale: l’opera giornalistica - 3. Disciplina normativa in materia di citazione e riproduzione di articoli giornalistici - 3. Conclusioni.

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Inviato da Safira il 5/2/2010 0:01:00 (128 letture)

<br />CENTRO STUDI IN SCIENZE CRIMINOLOGICO FORENSI<br />AMI Associazione Matrimonialisti Italiani<br /><br />dott.ssa Cesira Cruciani<br /><a href="http://www.ami-criminologia.it" target="_blank">www.ami-criminologia.it</a><br /><a href="mailto:cesira.cruciani@libero.it">cesira.cruciani@libero.it</a><br /><br /><br />Relazione Congresso Nazionale AMI roma 29 - 30 gennaio 2010 <br />“Dati statistici delle violenze in famiglia”<br /><br />

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Inviato da Ospite non registrato il 5/2/2010 0:01:00 (240 letture)

Che PEC-cato!
La posta elettronica certificata tra equivoci e limitati utilizzi concreti.

Andrea Lisi (socio del CGT) è titolare del Digital&Law Department dello Studio Legale Lisi (www.studiolegalelisi.it) ed è Presidente dell’Associazione Nazionale Operatori e Respon-sabili della Conservazione digitale dei documenti (www.anorc.it)

Gianni Penzo Doria è Dirigente Archivista dell’Università degli Studi di Padova e docente a contratto di archivistica informatica.

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Inviato da Ernesto Belisario il 5/2/2010 0:00:00 (128 letture)

Si festeggia in questi giorni il primo anno del progetto "Linea Amica" (http://www.lineaamica.gov.it/). "Linea Amica" - che si pone l'obiettivo di una Pubblica Amministrazione gentile, trasparente e valutabile - raccoglie finora 694 URP o centri di risposta al cliente. Realizzato con la collaborazione del Formez, questo servizio si avvale in particolare della partecipazione di INPS, INAIL, INPDAP, Agenzia delle Entrate, Comune di Roma, Comune di Milano, Centri di Prenotazione Sanitaria del Lazio e dell'Emilia Romagna nonché della piena cooperazione di vari Ministeri, Regioni ed Enti locali.

Nell'occasione della chiusura del primo anno di attività, il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione ha reso noto che gli operatori di Linea Amica rispondono anche al numero verde 800.254.009, attivato per fornire informazioni a cittadini, imprese, professionisti e P.A. sulle problematiche relative all'adozione della Posta Elettronica Certificata.

Probabilmente è la conferma che molti e diffusi sono i dubbi legati all'uso della PEC e che, senza diffuse certezze, questo strumento potrebbe non avere la diffusione auspicata e voluta dal Governo.


Inviato da Ernesto Belisario il 29/1/2010 7:30:00 (166 letture)

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi ieri a Reggio Calabria, ha avviato l'esame della riforma del CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale) proposta dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta.

A cinque anni dalla sua emanazione, il Parlamento - con la delega contenuta nell'articolo 33 della legge 18 giugno 2009 n. 69 - ha infatti dettato i principi e i criteri direttivi per adeguarne il testo al veloce sviluppo delle ICT e assicurare maggiore effettività alle molte norme, a carattere programmatico o recanti indicazioni di principio, la cui attuazione ha finora segnato il passo.
Il CAD traccia il quadro legislativo generale entro cui può e deve attuarsi la digitalizzazione dell'azione amministrativa. E' appena il caso di ricordare che questa è una priorità del programma politico del Governo Berlusconi, chiaramente affermata nel Piano industriale della Pubblica Amministrazione presentato lo scorso maggio dal Ministro Brunetta.

Fonte: Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione

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Inviato da Ernesto Belisario il 29/1/2010 7:22:11 (165 letture)

Il Dipartimento per la Digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'Innovazione tecnologica (DDI) comunica che il 25 gennaio 2010 si è conclusa la fase di selezione delle offerte per la concessione del servizio di Posta elettronica certificata (PEC) gratuita per i cittadini.

Il raggruppamento temporaneo di impresa costituito da Poste Italiane, Postecom e Telecom Italia è risultato primo in graduatoria.

Dopo i significativi risultati in termini di diffusione ottenuti grazie alla sperimentazione avviata con INPS e ACI a settembre scorso, un ulteriore passo per dotare di posta elettronica certificata tutti i cittadini.


Inviato da Fabrizio Sigillò il 29/1/2010 0:01:00 (122 letture)

La gran parte degli utenti lo usa solo perchè l'ha trovato già installato e l'altra parte perchè non vuol rischiare di rispondere SI al periodico aggiornamento delle varie versioni fino ad oggi succedutesi del browser di Microsoft.

In Germania invece è messo al bando.

fonte: Mondo Tech

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